Ungheria, 2014: catene ai polsi dell’arte e dell’informazione.

© Viktória Árva-Tóth, née Hanis

Dal 15 marzo 2014 è illegale fotografare persone in Ungheria se non si ha il permesso di chi venga anche inavvertitamente ritratto. Le uniche eccezioni sono i personaggi pubblici, durante le sole manifestazioni pubbliche, e le folle.

Tale è il desiderio del codice civile ungherese, a cui non voglio imputare colpe dirette, così come non voglio dare a intendere che vi sia da parte mia alcuna avversione verso il popolo in sé; come se le scelte sociali, spesso figlie dell’amministrazione, ricadessero direttamente sui singoli cittadini, tarando la reputazione che si possa avere del loro buonsenso. Infatti questa legge è estremamente impopolare e gli stessi giudici ungheresi covano malcelati timori riguardo a come applicare una norma che, nel dettaglio, è estremamente vaga. Come si potrà discriminare fra un personaggio pubblico e uno privato? E fra il personaggio pubblico e quello privato che vivono allo stesso tempo in alcuni individui? Infine, come si potrà affermare con totale chiarezza cosa renda tale una manifestazione pubblica rispetto a quello che potrebbe essere considerato un momento privato in luogo pubblico? Il fatto che la definizione “folla” sia legalmente ridicola è pleonastico.

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